02 gennaio 2012

SERRA SAN BRUNO 6-7 GENNAIO 2012

In occasione del primo Centenario della morte del poeta Mastro Bruno Pelaggi (15 settembre 1837, Serra San Bruno – 6 gennaio 1912, Serra San Bruno), l’associazione culturale “Il Brigantee il sito web di informazione locale “Il Vizzarro.it” hanno organizzato una due giorni di convegni, commemorazioni, dibattiti e spettacoli per ricordare la figura del poeta divenuto noto per aver scritto versi che rimarranno indelebili nella storia della poesia dialettale e di protesta calabrese.
Il 6 gennaio, alle ore 17,30 a palazzo Chimirri a Serra San Bruno, si svolgerà il convegno-dibattito “Mastro Bruno e la poesia di protesta”, al quale parteciperanno: Ottavio Cavalcanti, direttore del dipartimento di Storia delle Tradizioni popolari dell’Unical; Tonino Ceravolo, studioso e scrittore; Cesare Pelaia, pronipote del poeta; Marinella Gambino, docente, figlia dello scrittore Sharo Gambino; Luigi De Franco, antropologo; Antonio Cavallaro, direttore commerciale Rubbettino.
Il 6 gennaio, alle ore 21,30 presso palazzo Chimirri, si svolgerà lo spettacolo teatrale “Scarpidhati”, a cura delle Officine Teatrali “Il Brigante”, con musiche del maestro Sergio Di Giorgio (polistrumentista, fondatore dei Re Niliu) e del maestro Vittorio Russo (pianoforte), con la partecipazione degli Autori Appesi. “Scarpidhati” è un viaggio a ritroso, attraverso testimonianze, cronache dell’epoca, poesie, musiche e immagini, nella Calabria pre e post Unità d’Italia e nella Serra San Bruno di Mastro Bruno Pelaggi.
Il 7 gennaio, alle ore 11,30 presso il Cimitero di Serra San Bruno, ci sarà una celebrazione liturgica alla presenza del parroco don Gerardo Letizia, con la declamazione della lirica “Alla Vergine Maria” davanti alla tomba del poeta.

23 dicembre 2011

PERCHE' ?

Teoria, tecnica, arte e pratica...tutte insieme allegramente
così tanto per fare qualcosa, mentre io ancora bestemmio
oppure continuo a monitorare tutte le minchiate mediatiche
così tanto per fare qualcosa, tra un bicchiere e robe simili
Non è nemmeno vero quel che sostengono le tue fantasie
cavalli senza ali ed asini alleati alla brigata Garibaldi, dio !
Mi sarebbe piaciuto armare le disarmanti idee di un poeta
Di scassare il cazzo ai cazzoni mi ero già stancato prima
Teoria, tecnica, arte e pratica...tutte insieme allegramente
così tanto per fare qualcosa, mentre io ancora bestemmio
oppure continuo a monitorare ogni mio gesto, dio cristo !
Qualche volta disegno nuove e stupidissime conclusioni
oppure mi arrendo davanti al prossimo sorriso di Satana.
Resta il fatto che questo sporco anno, sporco di tutto
sporco di merda, tra pochissimi giorni andrà via davvero
e non mi dispiace nemmeno per niente, dio cristo gesù !
Teoria, tecnica, arte e pratica...tutte insieme allegramente
così tanto per fare qualcosa, mentre io ancora bestemmio
oppure continuo a monitorare ogni tua attenzione funesta
Ma perché non andate un po’ a fanculo tutti allegramente?

pino amaddeo

11 dicembre 2011

NON CE LA FARO' MAI

Stavo andando incontro al mio recentissimo futuro
avevo tanta voglia di incontrare tutto il "possibile"
ma… necessità, vizi e bisogni mi pedinavano ancora.
Buoi, carri e bastoni... stavano fuori dal film. Non pioveva.
Dentro una strada troppo troppo spenta, piangevo.
E anche senza un' idea ben precisa, cresceva la scena
quasi decisa nel voler giganteggiare anche sull' ultimo passo.
Il rimpianto era stato grattugiato già un attimo prima di partire
e forse le afasie avrebbero meritato una parte anche più alta
ma era fuggito via un asso e Tex Willer era incazzatissimo.
Avvolto da piccole emozioni in una strada davvero troppo spenta
fuori dal film, dal palco, dalla tela e da tutto il resto. Non ero triste.
Non è vero un cazzo che si piange solo per tristezza o per dolore
non è vero un cazzo che si piange solo per gioia o per soddisfazione
non è vero praticamente niente, ecco perché piangevo.
Stavo andando incontro al mio recentissimo futuro
mi sembrava già di aver dimenticato tutto. Non era così
il possibile non era più possibile, nemmeno dentro il film
pioveva ma non me ne importava nulla.
Avevo ricominciato a sentirmi inutile ed a sorridere
avrei voluto costituirmi ma sapevo bene che non ci sarei riuscito.
Chi mastica calcio beve birra Moretti.
Non ce la farò mai a convincere la legge che sono colpevole.
Chi mastica calcio beve birra Moretti.

pino amaddeo

26 novembre 2011

SOLO

e poi ad una certa ora giunsero tre tipi
dall'aria apparentemente immersa nelle nubi
non me ne fregava un cazzo della loro aria
e probabilmente nemmeno delle nubi
stavo per morire, dio cristo !
uno che sta per morire se ne fotte ormai di tutto
e poi i tre tipi mi dissero che avevano molta fretta
e che avrei dovuto sbrigarmi
non me ne fregava un cazzo della loro fretta
e nemmeno delle loro madri
stavo per morire, dio cristo !
uno che sta per morire se ne fotte di dio
dell’aria dei tipi e delle nubi
delle madri e della fretta
e poi proverbi a iosa
gattini orbi e questa fretta divina
questo spiritual pressing
non ho nessuna certezza
che cosa cazzo volete da me?
non ho certezze ed ho iniziato
ad avere un pessimo rapporto anche coi dubbi
non voglio sbrigarmi
non vedo differenze tra la morte e la fretta
tutte queste conclusioni inconcludenti
tutti questi messia che vendono le loro madri
tutta questa noia che corre impazzita
ho bisogno di starmene qui da solo
senza pensieri, senza certezze, senza fretta e senza dubbi.

                                                                             p.a.


12 novembre 2011

DISTURBI URBANI


titolo originale : Signore perdonami se ho ancora approfittato della tua bontà, ma tu sei venuto al mondo per sacrificarti per noi ed io invece non ho ancora capito a che cazzo servono le strisce pedonali se poi il pedone ha sempre ragione

E’ tutto così esageratamente banale, come faccio a non pensare che è tutto così esageratamente banale ?
E’ tempo di bilanci, è sempre tempo di bilanci. Già quel tuo modo di camminare mi fa pensare alla banalità.
Il tuo fottuto bilancio è una banalità, il tuo camminare, i vigili urbani, i distributori automatici, le preghiere.
Quel che resta dei marciapiedi si perde dentro la superflua confusione di un fottutisimo show-room.
I cristiani che dicono che il papa è una merda sono banalità, ogni genere di superstizione è banalità. Tutto !
Dalla politica all’economia, dalla psichiatria al comunismo, dal trasformismo a quel porco di dio infame.
Pardon, quel porco di creatore infame. Avete seminato quantità abnormi di cazzate, pardon banalità.
E allora perché non posso dire tutto ciò che penso? Dio è sempre stato un fottutissimo show room.
Mentre mi masturbo si siedono sempre accanto a me Satana e Gesù, sono davvero due bravi ragazzi.
Il primo non ha mai avuto una vera famiglia ma dentro il riformatorio si è contraddistinto alla grande.
Per l’altro che è gran un figlio d’arte, è stato davvero un giochetto diventare il Signore.
L’arte, dio cristo !
Che cosa non è arte oggi ? Le strisce pedonali , il comunismo e i bilanci, il resto è quasi tutta arte.
I miei fratelli sono arte, il mio carisma è arte, di merda ma pur sempre arte, dico del mio carisma.
Ci tengo troppo al rispetto, ci tengo troppo ad avere rispetto per tutti questi fottutissimi show room.
Da dio alla più grande banalità, dalla mia stanchezza alla mia esplosione di energia. Tutto !
E mentre mi masturbo mi tornano in mente le strisce pedonali e sinceramente anche il mio carisma.
E’ tutto così esageratamente banale, come faccio a non pensare che è tutto così esageratamente banale ?
Quel che resta dei marciapiedi si è perso nel tuo camminare verso una direzione
non giusta o sbagliata, non verso il bene o il male, non verso l’arte o la superstizione
quel che resta dei marciapiedi si è perso nel tuo camminare verso una direzione.

                                                                                                                        pino amaddeo

05 novembre 2011

PAROLE A PESO 11-11-11 intorno alle 11 di sera

24 settembre 2011

MARZO E' LONTANO

Mi stavo prestando ad iniziare delle prestazioni dentro il ruolo delle parti
con una camicia in prestito e col mese di marzo davvero troppo lontano
e con le parti che non cedevano neanche di un centimetro, sembravo pronto
nel mio non essere mai completamente pronto, però ero attento agli eventi
avevo già bevuto ed anche vomitato, ero quasi completo per vendermi gratis.
Mi sembrava che finalmente nulla era compiuto, slegavo i lacci delle scarpe
scoppiavo di serenità dentro la mia tensione che si compromette con l’odio.
Ascoltavo chi non ascolta mai. Qualche parola ubriaca più o meno come me.
Giro girotondo quanto è merda il mondo, casca la terra e marzo è lontano.
Mi ero permesso di non chiedere permesso a chi mi avrebbero risposto: basta !
Semplificavo il quattordici col sette oppure il quarantadue col sei, niente.
Davvero cose da niente. Costi quel che costi, c’è chi deve soltanto vincere
c’è chi deve perdere e chi partecipare. Il padre, il figlio e lo spirito santo.
Mi stavo prestando a concludere qualsiasi conclusione, non si può esagerare.
Esistono davvero queste cose qui, da sobrio e da ubriaco, esistono sempre.
Mi sembrava che tutti avevano già compiuto la loro rincorsa. Era vero !
Similitudini quasi inventate dentro l’ordine confezionato e merdoso.
Giro girotondo quanto è merda il mondo, casca la terra e marzo è lontano.
Aspettavo quel che non si aspetta nemmeno nelle sale d’attesa, aspettavo.
Ascoltavo chi non ascolta mai. Qualche parola ubriaca più o meno come me.
Mi ero convinto che nessuna mia convinzione era buona per essere dipinta.
Mi ero scordato che sono una persona e che ho dei difetti. Mi piace il nero.
Come cazzo faccio a dipingere nero su sfondo nero ? E poi i proverbi li odio.
Anche se l’erba del mio vicino è fatta tutta di cemento e le vecchie galline
più che un buon brodo continuano solo a rompere i coglioni…marzo è lontano.


                                                                                                                                                                                     pino amaddeo

30 agosto 2011

DOPO

Inaudita e spenta cagnara.


pino amaddeo

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